Il bosco igrofilo

Le zone allagate esterne al canneto sono caratterizzate da forti dislivelli stagionali. In queste aree si sviluppa il bosco igrofilo che in inverno è sommerso dalle acque e solo nel periodo estivo rimane all’asciutto. Questo si verificava maggiormente nel passato; oggi, in relazione anche a interventi idraulici le acque permangono quasi tutto l’anno. Il sanguinello, dalla tipica colorazione rosso accesa dei rami durante il periodo autunno-invernale), rovo comune e bluastro, poi il biancospino. Le varie essenze arbustive garantiscono riparo alla capinera e all’usignolo. In questa stagione si assiste alla fioritura del giaggiolo acquatico. La copertura arborea è rappresentata soprattutto da salici e da pioppi canadesi ibridi, con sporadici individui di pioppo nero e acero campestre.

I rami più alti vengono utilizzati in primavera dalle coppie di colombaccio che, grazie al materiale vegetale raccolto nelle vicinanze, costruiscono il nido. In questo periodo, dopo il tramonto, è possibile udire il canto del gufo comune. In autunno e inverno, all’imbrunire, i pioppeti del confine orientale della Riserva ospitano i dormitori dei cormorani, presenti con oltre 700 individui, reduci dalla pesca nelle acque dei laghi e delle zone limitrofe. I popolamenti di salici, anch’essi presenti nel bosco igrofilo, sono il luogo ideale per osservare l’incredibile opera ingegneristica di un piccolo passeriforme, il pendolino, che costruisce il nido sulle fronde per difendersi dai predatori.